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Uno strumento musicale di 25 mila anni fa
Il "rombo di tuono" o xiloaerofono, diffuso dall'Australia all'Europa

Gli storici e gli archeologi hanno stabilito che questo originale strumento musicale esisteva già 25 mila anni fa. L'uomo primitivo lo aveva costruito con una scheggia di osso unito ad una corda di fibra vegetale o animale.
Il rumore del rombo di tuono o xiloaerofono (dal greco xilo = legno e aerofono = che suona attraverso l'aria) prodotto roteando nell'aria, provoca un suono simile al tuono e al vento messi insieme. Ed è per questo che le popolazioni primitive dall'Europa all'Africa, dalle Americhe all'Asia e Oceania lo hanno utilizzato per le funzioni rituali magiche immaginando che il suono provenisse dagli spiriti degli antenati.
In Dordogna (Francia), dove sono stati ritrovati diversi esemplari in osso e in corno di renna risalenti al Paleolitico superiore, si racconta che il rombo veniva utilizzato anche per scacciare via i lupi, mentre in Piemonte (Italia) il rombo, denominato brondor, brondel, fron-fron, di chiara derivazione onomatopeica, si dice che venisse utilizzato dai pastori per richiamare le pecore.
Ancora oggi, gli aborigeni australiani usano il rombo di tuono (churinga) per scopi rituali richiamandosi a mondi mitologici ed ancestrali, e gli sciamani del Nord America lo impiegano per le loro magie: il suono del rombo ricorda quello del tuono foriero di pioggia.
Diversi sono gli elementi che concorrono a creare le sonorità dei rombi: il materiale, la forma, la velocità di rotazione, le dimensioni.
Il materiale più diffuso è il legno o la corteccia perché si ottiene scheggiando il fusto di un albero con uno strumento tagliente; meno frequente l'osso o il corno animale. Vastissima è la gamma delle forme. Le più frequenti sono quelle romboidali od ovali (Finlandia, Africa Equatoriale, Australia, Oceania) che talvolta allungandosi assumono la forma di un pesce (Nuova Guinea, Brasile), oppure rettangolari, se il materiale usato è il bambù (Indonesia).
Le forme dentellate ai bordi del rombo conferiscono un suono sibilante e particolare come quelle dei popoli baschi in Spagna, dei pellerossa Arapaho del Nebraska (Usa), degli Inuit Caribou del Canada, mentre le forme cosiddette "a pala" sono diffuse presso gli Indios Cashinaha del Suriname, in Australia e nel Sudan.
Anche le decorazioni dei rombi hanno la loro valenza simbolica e rituale. Vengono utilizzate: piume, incisioni, pitture con colori vegetali o minerali, o molto semplicemente la bellezza è lasciata alle venature del legno.
Per suonare il rombo occorre imprimere con la mano un movimento di rotazione all'oggetto che gira sul proprio asse e quando ha acquistato questo movimento lo si fa roteare nell'aria: in modo laterale, sopra la testa, in basso, a spirale.
Ripreso dal cinema (vi ricordate l'attore Paul Hogan in Crocodile Dundee che utilizzava il rombo per chiamare i suoi amici aborigeni, nel film di Peter Faiman del 1986); adoperato nei blasoni popolari calcistici (Gianni Brera aveva blasonato Gigi Riva "rombo di tuono" per l'irresistibile carica delle sue azioni di gol), questo strumento musicale, inoltre, ha dato vita a diversi congegni orchestrali. Valga per tutti l'effetto che imita il vento, con accento profondamente drammatico, nel secondo atto de "La Fanciulla del West" di Giacomo Puccini.

Articolo pubblicato su TuttoScienze de LA STAMPA (agosto 1999).