Presentazione

 
  Arco pellerossa
 

Xiloareofono

  Inuit
 
  Canoa Canadese  
   
 
Galleria fotografica  
 
home  
 

L'ARCO DEI PELLEROSSA

Parlare dell'arceria pellerossa è come fare un tuffo nel passato, un'immersione totale nella preistoria.
Quando i primi europei misero piede sul continente americano constatarono che assieme a tutti gli oggetti facenti parte del patrimonio mobiliare di quelle culture, l'arco aveva un posto predominante come utensile necessario alla realizzazione di parte della loro economia. Non dimentichiamo che per la maggior parte delle culture americane la caccia e la raccolta erano alla base dei loro sistemi di sopravvivenza.
Nei primi tempi dell'invasione e conseguente esplorazione del continente, i "visitatori" europei registrarono usi e costumi delle genti con cui prendevano contatto, purtroppo, per varie vicende, poche furono le cronache scritte che sono arrivate sino a noi (esplorazioni di Coronado 1540-42 Rio Grande).
Evidentemente l'antropologia culturale non era ancora materia di studio umanistico e comunque non necessaria per gli scopi primari dell'invasione europea. Bisognerà attendere molti anni prima che in Europa giungano notizie serie su tutto quello che era documento degli usi e tradizioni dei nativi americani.
Per fare un discorso il più possibile scientifico sarà doveroso dare anche un piccolo accenno all'evoluzione storica delle popolazioni pellerossa e delle culture che precedettero (per convenzione sarà usato il termine "indiano" per intendere pellerossa).
Il continente nord americano è stato ed è attualmente molto studiato dal punto di vista archeologico, la parte che ci interessa di queste ricerche è la determinazione del momento, relativamente datato, dell'apparizione di strumenti da lancio per caccia e difesa, tra i quali, per ultimo, l'arco.
I cacciatori paleo-indiani abbattevano le loro prede ricorrendo all'uso di giavellotti leggeri armati di punte costruite con selce, ossidiana, ardesia; alcune scheggiate, altre levigate.
Il complesso da lancio poteva anche essere utilizzato con l'adozione di uno strumento chiamato "propulsore", le culture che usavano questi attrezzi sono state individuate nella parte centro orientale degli S.U. (culture Folsom, Clovis, Sandia) datate attorno al 10.000 a.C.
Per trovare utensilerie attribuibili all'uso dell'arco bisognerà attendere il ritrovamento di siti preistorici datati 1.000 a.C., per tutti i popoli delle "Terre boscose" dell'est e degli altopiani centrali.
L'arco pellerossa è stato studiato profondamente quando gli antropologi ebbero l'opportunità di raccogliere tutta una serie di questi attrezzi provenienti dalle varie regioni ed appartenenti a diverse tribù nord americane. Queste raccolte, all'inizio documentaristiche, hanno dato in seguito informazioni tali da poter anche replicare gli archi per meglio comprenderne l'effettiva funzionalità.
In aiuto a questa problematica, si inserisce una eccezionale scoperta (California, 29 agosto 1911): il ritrovamento di un pellerossa che viveva in una zona isolata fitta di boschi al nord di questo stato, evidentemente attardato culturalmente nei confronto delle altre comunità. Questi diede, come fossile vivente, ampie e dettagliate informazioni e dimostrazioni tecnico-costruttive che altrimenti mai si sarebbe riusciti ad avere; quest'uomo si chiamava ISHI (in lingua Yana significa uomo) e, fortunatamente per noi, si imbattè in persone che capirono di aver scoperto una cosa preziosa e trattarono quest'uomo come tale, a pari dignità e stima.
Quindi nei pochi anni che visse accanto all'uomo "moderno", diede impulso a studi antropologici pratici, suggerendo la formazione di una disciplina che oggi va sotto il nome di Archeologia Sperimentale. Per il discorso che ci interessa, grande merito va al dott. Saxton Pope, che assieme al prof. Kroeber fu amico e studioso di Ishi. Da lui ci vengono le prime notizie ed i primi studi seri sull'arceria pellerossa.