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Limiti dell'archeologia sperimentale

La ricerca archeologica è disciplinata in Italia dalle seguenti leggi: 1° giugno 1939, n° 1089, Tutela delle cose di interesse artistico e storico e R.D. 30 gennaio 1913, n° 363, Regolamento in esecuzione alle leggi 20 giugno 1909, n° 364 e 23 giugno 1912, n° 688 per le antichità e belle arti,e Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n° 490 S.O. n° 229/L G.U.R.I. 27 dicembre 1999 n° 302, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali ed ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre, n° 352.
Non è permesso effettuare ricerche o scavi per conto proprio, né raccogliere o detenere privatamente reperti archeologici. Qualora si rinvengano reperti archeologici in un sito non preventivamente esplorato, il ricercatore è tenuto a darne segnalazione alla Sovrintendenza competente; dove il sito o l'area archeologica non siano espressamente segnalati, potrà essere facoltà del ricercatore osservare e fotografare per proprio uso di studio i reperti, senza però toccarli o asportarli.
Non sarà quindi permesso intraprendere ricerche di archeologia sperimentale su reperti autentici di cui si sia eventualmente giunti in possesso senza la preventiva autorizzazione dell'Autorità competente.