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Natura e scopi dell'archeologia sperimentale

L'archeologia sperimentale è una disciplina che impiega procedimenti quanto più possibile scientifici, avente lo scopo di ricostruire, con la maggiore precisione o approssimazione consentita dai dati disponibili, oggetti e tecniche usati in epoche del passato. Tale ricostruzione mira a proporre, anche solo in via ipotetica, un'interpretazione attendibile di modi di vita, procedimenti lavorativi ed evoluzioni tecnologiche non sufficientemente documentati nel contesto del ritrovamento archeologico sul terreno.
Negli obiettivi di tale disciplina non rientra la ricostruzione di oggetti del passato a scopi puramente estetici, artistici, didattici o propedeutici che preveda una replica del reperto secondo forme o funzioni idealizzate, o ispirate a un concetto moderno di tecnologia al fine di migliorarne e ottimizzarne le prestazioni.

Tutte le esperienze citate su questo sito hanno valore esclusivamente propedeutico in quanto nella totalità dei casi è stato impossibile usufruire di dati ricavati direttamente dai reperti. Le realizzazioni sono comunque tecnologicamente valide e si riferiscono a elementi di ingegneria antica estrapolati da valutazioni di esperti e specialisti in tecnologie del passato. Ma, a prescindere dalle possibilità o meno di avere documentazioni adatte ad impostare un serio protocollo di ricerca, la grande quantità di oggetti prodotti dai vari ricercatori ha lo scopo di sviluppare una sufficiente manualità specifica per la realizzazione di copie adatte a un serio studio interpretativo. Questi oggetti comunque possono essere utilizzati come materiale didattico in occasione di incontri con scuole e pubblico adulto.