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L'uomo: le mani e la conoscenza
alla scoperta delle tecnologie dell’uomo
dalle sue origini,
attraverso l’Archeologia Sperimentale

Nella primavera del 2006 si è tenuta la mostra di archeologia sperimentale organizzata dal L.I.A.S.T in collaborazione con il Centro Culturale Italo Arabo Dar Al Hikma, in via Fiochetto 15 a Torino.

Un viaggio attraverso gli albori della storia dell’Uomo, la tecnologia dei primordi ricostruita e “reinventata” dai ricercatori di archeologia sperimentale per scoprire i segreti della scheggiatura della pietra, della cottura dell’argilla o della fusione del bronzo. Ciò che il reperto ritrovato in scavo non può più “raccontare” perché racchiuso nella sua forma inanimata che l’uomo primitivo ha voluto imprimere, ora rinasce riportata a nuova vita dalla ricostruzione eseguita con le tecniche del passato.

La punta di freccia può così “raccontare” quanti colpi di percussore sono stati inferti al nucleo di selce per staccare la lama “giusta”, quella più sottile e dritta, che con pochi e sapienti ritocchi, diventa tagliente e acuminata, pronta per il suo uso: procacciare il cibo per la sopravvivenza.
Oppure ancora la terra, umilissima e povera, ma di una qualità particolare: l’argilla, capace di essere plasmata a piacimento mescolata con un po’ d’acqua… diventa vaso, urna, ciotola, sigillo, fischietto, giocattolo… ognuno di essi ritrovato in scavo in piccoli frammenti, logori e sbrecciati, pazientemente ricomposti in una forma “plausibile”. Vengono ora ricostruiti, rinascono… e con essi, i modi in cui la “terra bagnata” è potuta diventare un oggetto: i forni, in cataste di legna o in pietra, ma sempre primitivi, eppure capaci di sprigionare un calore enorme, tanto da cuocere la terra e “bloccarla” nella sua forma stabilita dall’uomo che l’ha creata… per l’eternità, o poco meno…

Questo e molto altro si può ascoltare, con un pizzico di fantasia e curiosità, in questa mostra che racconta il nostro passato... tornato a parlare di sé.