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le mani e la...

 

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ISHI, lo specchio del passato
neolitico, cultura pellerossa e
archeologia sperimentale

Nell'autunno del 2004 si è tenuta la mostra didattica di archeologia sperimentale promossa dalla Città di Grugliasco, Assessorato alle Politiche Sociali, Centro per la Cultura Ludica in collaborazione con il L.I.A.S.T.
La mostra è stata allestita presso lo Chalet Allemande, all'interno del Parco Culturale "Le Serre" di via Lanza 31 a Grugliasco (TO).

L'iniziativa ha riscosso un notevole successo di pubblico, sia tra gli alunni delle numerose scuole di Torino e provincia che hanno usufruito della visita guidata, sia tra gli adulti che hanno visitato la mostra al pomeriggio e nei tre weekend di apertura, anch'essi accompagnati dalle spiegazioni degli operatori del LIAST.

Introduzione alla mostra
Le mani: dono straordinario della natura. Così, probabilmente, è cominciata la nostra storia due milioni e mezzo di anni fa, quando l’Homo diventò Abilis, attraverso lo sviluppo “tecnologico” e piegò al suo volere tutti gli elementi garantendosi la sopravvivenza ed una vita quotidiana migliore. Dalla pratica quotidiana scaturirono così i suggerimenti utili al perfezionamento, alla reinvenzione e alla ideazione. Sono le mani che hanno permesso al genere umano di sopravvivere e di progredire, di creare, giocare e socializzare, insomma di svilupparsi tecnologicamente. Così sperimentando, riciclando e aggiustando, l’uomo ha imparato e trasmesso conoscenze meccaniche, principi della fisica, che l’hanno accompagnato fino ai giorni nostri.
Abbiamo ricostruito, per l’esposizione di Grugliasco, manufatti di determinate e recenti culture perché riteniamo che questi siano alquanto simili ai reperti archeologici ritrovati durante gli scavi. Tale convinzione ci deriva, fra l’altro, dalle analogie tra le tecniche utilizzate dall’uomo del “Similaun” (la mummia ghiacciata di 5300 anni fa, ritrovata sulle Alpi italiane nei primi anni ’90) e quelle dei pellerossa americani. La faretra utilizzata da quest’uomo preistorico, ad esempio, ha una strabiliante somiglianza con quella utilizzata dai nativi americani (tipica delle culture dei cacciatori-raccoglitori). Non solo l’astuccio portafrecce, ma altri oggetti come punte di freccia e manufatti in pietra, registrano somiglianze notevoli con quelle dei pellerossa.

Centro per la Cultura Ludica
L.I.A.S.T.

Ishi, l’ultimo degli Yahi

L’archeologia sperimentale

Il reperto preistorico

Il Centro per la Cultura Ludica

Alcuni momenti dell'inaugurazione della mostra, il 22 ottobre 2004