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Un giacimento di selce presso il Lago Maggiore

A cura del LIAST


Un’area archeologica dell’Italia nord-occidentale con siti risalenti al Neolitico e alla più recente Età del Bronzo, si trova nella zona fra le Prealpi Varesine e il Novarese, cioè a cavallo del Lago Maggiore che con la sua lunga estensione e le valli fluviali che su di essa convergono, ha costituito fin da tempi remoti un’importante via di transito attraverso le Alpi verso la Pianura Padana.
Com’è noto, di particolare rilievo sono i siti archeologici che dall’estremità meridionale del lago, dai Lagoni di Mercurago e dalla zona di Castelletto Ticino e Sesto Calende, si estendono verso est attraverso il Varesotto, spingendosi in direzione del Lago di Como (S. Fermo).

Proprio in provincia di Varese è stata fatta di recente (settembre 2001, n.d.r.) un’importante scoperta. Il nostro amico e collaboratore Paride Berti, di Cassano Valcuvia, ha rinvenuto un grosso giacimento di selce, diaspro e selce diasproide in una bancata calcarea che affiora dal terreno tra quest’ultimo Comune e quello di Besozzo.La scoperta è rilevante non soltanto perché nell’Italia nord-occidentale la selce scarseggia, ma anche e soprattutto perché il giacimento si trova a due sole giornate di marcia dagli ateliers probabilmente neolitici di Briona (Novara) e di Castelletto Ticino; un’analisi del materiale che è possibile estrarre dal suolo di Cassano Valcuvia conferma inoltre che si tratterebbe dello stesso tipo di selce usato per realizzare utensili rinvenuti nelle aree neolitiche intorno al Lago Maggiore e nelle vicine stazioni di Lagozza di Besnate e soprattutto dell’Isolino Virginia (Lago di Varese).
Riteniamo quindi possibile che in età neolitica il giacimento di selce scoperto da Paride Berti possa aver fornito materia prima per manufatti litici di altre stazioni dei dintorni, da Besozzo a Cassano Valcuvia, che non sono state tuttora studiate in questa particolare ottica.

Non rimane quindi che auspicare nuove ricerche in questa direzione: probabilmente le scoperte non mancheranno, e saranno significative.

 

Da "Archeologia Sperimentale" Anno 2001.
Periodico di informazione del LIAST (Laboratorio Italiano Archeologia Sperimentale Torino)